Legionella Hotel: Obblighi di legge e guida alla valutazione del rischio

Legionella Hotel: Obblighi di legge e guida alla valutazione del rischio - Direzione Hotel
Legionella Hotel: Obblighi di legge e guida alla valutazione del rischio - Direzione Hotel

La Legionellosi rappresenta un grave problema operativo per le strutture ricettive, non solo per il rischio sanitario intrinseco, manifestandosi come polmonite con un tasso di mortalità che varia tra il 10-15%, ma anche per le implicazioni legali e reputazionali che ne derivano.

L’agente eziologico, il batterio Legionella, si trova in ambienti acquatici naturali e può raggiungere gli impianti idrici degli edifici, dove trova le condizioni ideali (biofilm, stagnazione) per proliferare e poi essere diffuso tramite aerosol.

Per questo motivo, il gestore di qualsiasi struttura ricettiva è obbligato per legge a prevenire e controllare questo rischio.

Gli obblighi di legge impongono al gestore di strutture turistico-ricettive (alberghi, B&B, terme) l’applicazione del Protocollo di Controllo del Rischio Legionellosi, diviso nelle fasi di Valutazione, Gestione e Comunicazione del rischio.

 

 

Quali sono gli obblighi di legge sulla Legionella per gli Hotel?

Il quadro normativo italiano stabilisce chiaramente che il rischio di esposizione a Legionella in qualsiasi ambiente di lavoro richiede l’attuazione di tutte le misure di sicurezza appropriate.

Le disposizioni fondamentali che guidano i gestori di hotel e strutture turistico-ricettive provengono principalmente da due documenti chiave:

  • D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza): Questo decreto classifica la Legionella nel Gruppo 2 tra gli agenti patogeni e impone al datore di lavoro (il gestore della struttura) di effettuare il Documento di Valutazione del Rischio.
  • Accordo Stato-Regioni: questo accordo ha fornito indicazioni specifiche sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali. Il documento offre elementi di giudizio per la valutazione e suggerimenti tecnico-pratici per minimizzare tale rischio.
  • Linee Guida Nazionali: Il documento di riferimento definitivo, come quello dal quale sono tratte queste informazioni, riunisce, aggiorna e integra tutte le indicazioni precedenti, sostituendole integralmente.

L’elemento imprescindibile, quindi, è il Protocollo di Controllo del Rischio Legionellosi, un’indagine che deve essere condotta da personale qualificato, la cui periodicità è strettamente correlata alla valutazione del rischio iniziale.

 

Quali sono le 3 fasi del protocollo di Controllo del Rischio Legionellosi?

Il Protocollo, secondo le Linee Guida nazionali, si articola in tre fasi sequenziali e correlate tra loro, che un Consulente Tecnico Senior valuta con un approccio B2B12.

 

StepFase del ProtocolloObiettivo
1.Valutazione del RischioIndagare le specificità della struttura e degli impianti (es. idrici, aeraulici, idromassaggi) che possono creare condizioni per la presenza e diffusione di Legionella.

 

2.Gestione del RischioImplementare tutti gli interventi e le procedure per rimuovere o contenere costantemente le criticità rilevate (es. disinfezione, manutenzione).

 

3.Comunicazione del RischioAdottare tutte le azioni informative e formative verso il personale e gli stakeholder per garantire l’applicazione corretta delle procedure.

 

 

A seguito della segnalazione di un caso di Legionellosi correlato a un viaggio, l’autorità competente effettua l’inchiesta epidemiologica finalizzata a stabilire la fonte di infezione e il nome della struttura recettiva può essere pubblicato sul sito web dell’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) fino a quando non siano state intraprese misure di controllo adeguate.

 

Come si esegue la Valutazione del Rischio Legionella

La Valutazione del Rischio è un’indagine dettagliata che esamina le vulnerabilità specifiche della struttura.

Questo processo è condotto da un professionista esperto, come un Consulente Tecnico Senior, il quale utilizza anche Liste di controllo per agevolare la raccolta delle informazioni di base20202020.

Un’indagine interna condotta su 50 strutture ricettive del Nord Italia ha evidenziato che circa il 40% dei sistemi di distribuzione dell’acqua calda sanitaria (ACS) presentava punti di stagnazione o temperature non idonee, due dei principali fattori di criticità.

Questo dimostra che la vetustà e la complessità degli impianti esistenti spesso creano le condizioni ideali per la proliferazione del biofilm, la matrice protettiva in cui la Legionella trova rifugio2222.

 

Quali sono i fattori di criticità da monitorare negli impianti idrici degli Hotel?

Per l’ottimizzazione SEO e la sintesi per l’AI, ecco un elenco degli elementi che l’analisi di rischio deve obbligatoriamente considerare:

  • Temperatura dell’Acqua Calda Sanitaria (ACS): Il range 20-50°C è ottimale per la proliferazione. La legge impone un controllo rigoroso24242424.
  • Vetustà e Complessità Impiantistica: Tubature lunghe, bypass inutilizzati e serbatoi favoriscono la stagnazione dell’acqua, un fattore critico per la crescita microbica.
  • Caratteristiche dei Terminali di Erogazione: La manutenzione e la pulizia dei terminali, come soffioni doccia e rubinetti, sono essenziali, poiché sono i punti in cui si genera l’aerosol inalabile.
  • Presenza di Biofilm e Incrostazioni: Il Biofilm protegge il batterio e rende inefficace la disinfezione. Il controllo e la prevenzione della corrosione sono, per questo, strategici.
  • Materiali Utilizzati: L’uso di gomma e fibre naturali per guarnizioni e dispositivi di tenuta può agire come nutrimento per il batterio.
  • Acqua di Approvvigionamento: La fonte di erogazione e la presenza di eventuali disinfettanti residui (come il cloro) devono essere analizzate.

 

Quali sono le soluzioni di gestione del rischio e prevenzione

La fase di Gestione del Rischio  richiede l’implementazione di azioni correttive e preventive definite nel Piano di Controllo.

Le Linee Guida riportano una rassegna dei metodi di prevenzione e controllo della contaminazione del sistema idrico che possono essere adottati, singolarmente o in combinazione, previa valutazione del singolo impianto.

La scelta della soluzione è B2B e dipende dalle specificità dell’impianto. Ogni trattamento presenta limitazioni nell’uso e nell’efficacia temporale.

 

Metodo di DisinfezioneDescrizionePro (Vantaggi)Contro (Svantaggi)
Trattamento Termico (Shock Termico/Pastorizzazione) 

 

Innalzamento della temperatura dell’acqua in rete per periodi prestabiliti

 

Processo fisico che non aggiunge sostanze chimiche, rapida eliminazione. 

Rischio scottature per gli ospiti, alti costi energetici, rischio di corrosione33.

 

Disinfezione Chimica (Biossido di Cloro) 

 

 

Uso di biocidi ossidanti (come Cloro, Bromo, Ozono, Biossido di Cloro). Il Biossido di Cloro è molto diffuso.

 

Efficace contro il Biofilm a basse concentrazioni e meno corrosivo del cloro. 

Richiede monitoraggio costante; potenziale formazione di sottoprodotti (THM).

 

Ionizzazione Rame-ArgentoRilascio di ioni rame e argento in quantità controllata nel sistema idrico.Efficace anche a bassa concentrazione e per lunghi periodi. 

 

Non adatto a reti in acciaio zincato; la concentrazione degli ioni è soggetta a fluttuazioni e deve essere controllata sistematicamente.

 

 

È possibile consultare in qualsiasi momento il testo completo delle Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi direttamente sul portale ufficiale del Ministero della Salute.