La giunta approva il nuovo disegno di legge: poteri di blocco ai Comuni, tetti numerici e obblighi SCIA. Ecco come cambia il mercato delle locazioni turistiche ed extralberghiere in Puglia e cosa significa per il management alberghiero.
Cosa prevede la riforma degli affitti brevi in Puglia? La Regione Puglia ha approvato un disegno di legge che permette ai singoli Comuni di inserire limiti numerici (tetti massimi) e criteri restrittivi per le nuove attività di locazione turistica nelle aree a forte densità. Sopra i due appartamenti scatta la presunzione di attività imprenditoriale con obbligo di SCIA al SUAP. Salvaguardate le attività già esistenti tramite un regime transitorio.
Il Boom delle locazioni turistiche in Puglia: I dati del fenomeno
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Negli ultimi anni, il fenomeno degli affitti brevi in Puglia ha registrato una crescita esponenziale, trainato dalla capillarità delle piattaforme digitali di prenotazione. Secondo i dati ufficiali della Regione, sul territorio pugliese risultano attualmente attivi 44.883 immobili destinati alle locazioni turistiche.
L’impatto sul mercato dei flussi nell’ultimo anno solare è stato dirompente:
Arrivi turistici: La formula extralberghiera ha coperto il 18,7% degli arrivi complessivi (registrando un balzo del +27,7% rispetto all’anno precedente).
Presenze complessive: Le locazioni brevi hanno inciso per il 17,1% sul totale delle notti trascorse nella regione (crescita del +24,8% su base annua).
Se da un lato questa espansione ha iniettato liquidità immediata nell’indotto economico locale, dall’altro ha surriscaldato il mercato immobiliare, contraendo drasticamente l’offerta di appartamenti destinati alla residenza stabile e alterando l’anima dei centri storici di mete iconiche come Bari, Lecce, Monopoli e i borghi della Valle d’Itria.
Cosa prevede il nuovo disegno di legge: Poteri di blocco ai Comuni
La risposta normativa della giunta regionale si focalizza sulla decentralizzazione dei poteri di controllo, contenuta all’Articolo 2 del nuovo disegno di legge. La norma non si configura come un divieto generalizzato, bensì come una “cassetta degli attrezzi” normativi concessa alle amministrazioni locali.
I Comuni pugliesi avranno ora la facoltà giuridica di:
Mappare il territorio comunale individuando specifiche zone critiche o saturate dalla presenza di alloggi in piattaforma.
Definire criteri qualitativi e quantitativi puntuali per l’avvio delle attività.
Introdurre tetti numerici massimi per bloccare il rilascio di nuove autorizzazioni extralberghiere nelle aree colpite da emergenza abitativa o saturazione urbanistica.
Il regime transitorio e la tutela del business esistente
Per evitare contenziosi e non penalizzare gli investimenti già effettuati, il testo della legge prevede un regime transitorio. Le nuove restrizioni e i limiti comunali si applicheranno esclusivamente alle nuove aperture, tutelando i property manager e i proprietari di case vacanza regolarmente registrati e operativi sul mercato prima dell’entrata in vigore.
La nuova normativa regionale pugliese non modifica i pilastri degli adempimenti amministrativi, ma ne stringe le maglie di controllo digitale e statistico:
Soglia dei 2 appartamenti: Viene confermato il principio cardine secondo cui l’attività di locazione turistica si presume svolta in forma imprenditoriale quando vengono destinati al mercato degli affitti brevi più di due appartamenti.
Obbligo di SCIA e SUAP: Per la gestione imprenditoriale vige l’obbligo tassativo di presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune di competenza, includendo comunicazioni obbligatorie per variazioni, sospensioni o cessazione dell’attività.
Adempimenti non imprenditoriali: Chi gestisce fino a due appartamenti (forma non imprenditoriale) resta comunque soggetto agli obblighi di comunicazione verso gli enti competenti e alla trasmissione telematica dei dati relativi alla rilevazione statistica dei flussi turistici (Puglia_Promozione / ROSS 1000).
Contrastare l’Overtourism per favorire il Comparto Alberghiero
L’intervento normativo, caldeggiato dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, punta a governare una crescita che in alcune aree ha raggiunto livelli insostenibili.
“Vogliamo che i Comuni possano governare il fenomeno dell’overtourism dotandosi di strumenti per regolare le nuove aperture di alloggi in piattaforma a seconda del proprio sviluppo e del proprio territorio”, ha dichiarato Decaro.
Le opportunità per il Management Alberghiero e le aree interne
Questa riforma rappresenta un’importante opportunità di riequilibrio competitivo:
Rilancio del settore alberghiero tradizionale: Il blocco delle nuove aperture extralberghiere “selvagge” riduce la pressione sui prezzi al ribasso (dumping tariffario) e premia le strutture ricettive ufficiali che sostengono costi fissi legati a personale, sicurezza e standard di servizio elevati.
Destagionalizzazione e valorizzazione dei piccoli Comuni: Frenare l’espansione nei centri storici principali permetterà di deviare l’interesse dei flussi turistici e degli investitori verso l’entroterra, le aree interne e i piccoli Comuni pugliesi, i quali possiedono ancora ampi margini di sviluppo ricettivo.
Per monitorare l’iter burocratico del provvedimento e consultare il testo integrale del disegno di legge, è possibile fare riferimento alla nota ufficiale pubblicata sul Portale Istituzionale della Regione Puglia
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