Greenwashing e Direttiva UE Green Claims: cosa cambia per Hotel ed Extralberghiero

Greenwashing e Direttiva UE Green Claims: cosa cambia per Hotel ed Extra-Alberghiero - Direzione Hotel
Greenwashing e Direttiva UE Green Claims: cosa cambia per Hotel ed Extra-Alberghiero - Direzione Hotel

Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata una delle leve di marketing più utilizzate nel settore turistico-ricettivo. Tuttavia, l’era delle diciture ambientali generiche e non verificate sta per concludersi. L’Unione Europea ha approvato regole severe per contrastare il fenomeno del greenwashing negli hotel e nelle strutture extra-alberghiere.

Per i property manager, i direttori d’albergo e i gestori del comparto ricettivo, adeguarsi non è più solo una scelta reputazionale, ma un preciso obbligo normativo.

Addio ai claims generici: cosa vieta la Direttiva (UE) 2024/825

La nuova Direttiva (UE) 2024/825 modifica le pratiche commerciali scorrette stabilendo limiti rigidi sull’uso delle asserzioni ambientali.

Fino a oggi, molte strutture hanno promosso la propria sostenibilità con slogan come “soggiorno ecologico”, “hotel a impatto zero” o “struttura green”, spesso basandosi su azioni minime (come il semplice invito a riutilizzare gli asciugamani). Con la nuova normativa europea, queste diciture generiche sono esplicitamente vietate sui siti ufficiali, sui motori di prenotazione diretta e sui portali OTA, a meno che non siano sostenute da risultati ambientali dimostrabili o da un sistema di certificazione riconosciuto.

Le pratiche sanzionabili nel turismo ricettivo:

  • Autocertificazioni senza riscontro: Assegnarsi badge “green” o etichette ecologiche create autonomamente senza la verifica di un ente terzo.

  • Claim sull’impatto neutro: Affermare che un soggiorno ha un “impatto climatico zero” basandosi esclusivamente sulla compensazione delle emissioni di carbonio (carbon offset).

  • Informazioni generiche o fuorvianti: Utilizzare termini quali “rispettoso dell’ambiente” o “eco” senza specificare a quale ambito della gestione della struttura si riferiscano.

La Direttiva Green Claims e la certificazione da parte di enti terzi

A completamento del quadro normativo interviene la Green Claims Directive (COM/2023/166), che definisce le modalità pratiche con cui le imprese devono validare i propri messaggi ambientali.

Prima di poter pubblicare un claim ecologico sui propri canali di vendita o nelle campagne pubblicitarie, la struttura ricettiva dovrà sottoporre l’asserzione a una verifica preliminare condotta da un soggetto indipendente accreditato.

Le certificazioni ufficiali per il settore ricettivo

Per continuare a comunicare il proprio impegno ambientale in modo legittimo, alberghi e strutture extra-alberghiere devono affidarsi a standard di certificazione ufficiali e riconosciuti a livello internazionale:

  1. Ecolabel UE per le strutture ricettive: Il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea specifico per il turismo.

  2. GSTC (Global Sustainable Tourism Council): Lo standard globale per il turismo sostenibile, particolarmente apprezzato dalla clientela internazionale.

  3. ISO 14001: La norma internazionale per la gestione ambientale applicata ai processi della struttura.

L’impatto su Direct Booking e accesso al credito bancario

L’adeguamento alle nuove regole UE non rappresenta soltanto un vincolo normativo, ma incide direttamente sulle performance commerciali e finanziarie della struttura:

  • Fiducia nel Direct Booking: Riservare uno spazio chiaro ed evidenziare certificazioni ufficiali sul proprio sito web trasmette trasparenza ai viaggiatori, aumentando il tasso di conversione delle prenotazioni dirette.

  • Accesso ai finanziamenti ESG: Gli istituti di credito e gli investitori valutano la sostenibilità degli hotel attraverso gli indicatori ESG (Environmental, Social, Governance). Le strutture con report e certificazioni terze accedono più facilmente a tassi agevolati (KPI-linked loans) per interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico.

Come preparare la propria struttura ricettiva

Per evitare sanzioni amministrative ed essere in linea con le disposizioni europee, è consigliabile seguire un percorso operativo per la propria struttura:

  1. Audit dei canali di comunicazione: Rimuovere da sito web, brochure e profili social qualsiasi dicitura generica o claim non documentato.

  2. Misurazione dell’impatto: Calcolare l’impronta ambientale della struttura (consumi idrici, energetici, gestione dei rifiuti).

  3. Avvio del percorso di certificazione: Scegliere uno schema riconosciuto (Ecolabel UE, GSTC) per validare le pratiche adottate.

  4. Formazione dello staff: Assicurarsi che il team conosca i reali traguardi di sostenibilità raggiunti per comunicarli in modo corretto all’ospite.

Per consultare il testo integrale della normativa europea sulle pratiche commerciali sleali e la tutela dei consumatori, è possibile accedere alla Direttiva (UE) 2024/825 del Parlamento Europeo su EUR-Lex.

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