Dal 2026, la Legge di Bilancio impone l’apertura della Partita IVA per chi loca più di due immobili con affitti brevi.
Tuttavia, è possibile mantenere il regime di cedolare secca sul terzo immobile attraverso una pianificazione strategica: la redistribuzione del patrimonio nel nucleo familiare, la conversione in locazione a canone concordato o l’affidamento in gestione professionale.
Il nuovo limite degli Affitti Brevi: Perché la terza casa è lo “Spartiacque”
Indice argomenti
Fino a ieri, il confine tra gestione privata e attività d’impresa era fissato a 4 immobili. Con la nuova normativa, il legislatore ha drasticamente abbassato l’asticella: al terzo immobile scatta la presunzione di imprenditorialità. Questo significa che il proprietario non viene più visto come un semplice amministratore del proprio patrimonio, ma come un operatore economico a tutti gli effetti, con l’obbligo di:
Apertura Partita IVA e iscrizione alla Camera di Commercio.
Versamento dei contributi previdenziali INPS (Gestione Commercianti).
Tenuta della contabilità e fatturazione elettronica.
Le novità fiscali in sintesi:
Soglia Imprenditorialità: Massimo 2 unità immobiliari per proprietario.
Cedolare Secca: Confermata al 21% sulla prima unità e 26% sulla seconda.
Obbligo d’Impresa: Automatico dalla terza unità locata a fini turistici.
Come mantenere la Cedolare Secca sul terzo immobile?
Esistono strade legittime per evitare l’apertura della Partita IVA, ma richiedono una valutazione del RevPAR (Revenue Per Available Room) e dei costi di gestione per non incorrere in sanzioni per elusione.
1. La Redistribuzione patrimoniale (Family Strategy)
La soglia dei due immobili è riferita al singolo codice fiscale. Se una coppia possiede tre immobili, intestarne uno al coniuge (o un figlio maggiorenne) permette a entrambi di restare sotto il limite delle due case.
Vantaggio: Mantenimento della cedolare secca su tutti gli immobili.
Rischio: Costi notarili di trasferimento e necessità di una reale autonomia finanziaria del nuovo intestatario.
2. Conversione in Canone Concordato (Long-Term Mix)
Destinare il terzo immobile a locazioni transitorie o a canone concordato (3+2) esclude quell’unità dal computo degli “affitti brevi”.
Vantaggio: Aliquota agevolata al 10% in molti comuni e nessuna necessità di Partita IVA.
Vantaggio Extra: Stabilità dell’incasso e riduzione dei costi di pulizia e check-in.
3. Affidamento a un Property Manager (Gestione Indiretta)
Invece di locare direttamente, il proprietario può concedere l’immobile in comodato o locazione a una società di gestione (Property Manager) che lo subloca professionalmente.
Vantaggio: Il proprietario percepisce un canone di locazione “puro” (soggetto a cedolare secca) e non risulta operare nell’extra-alberghiero.
Attenzione: Il contratto deve essere solido. L’Agenzia delle Entrate verifica che non sia un’operazione fittizia solo per evadere l’obbligo IVA.
💡AZIONI IMMEDIATE
Verifica l’intestazione attuale degli immobili tramite visura catastale.
Confronta il rendimento netto tra affitto breve (tassato IVA/INPS) e canone concordato (tassato 10%).
Contatta un legale per la stesura di contratti di comodato o sublocazione a prova di accertamento.
Conviene davvero evitare la Partita IVA?
Sebbene la Partita IVA spaventi per i costi fissi (contributi INPS), in alcuni casi può essere la scelta vincente. Chi decide di fare il salto verso l’imprenditorialità può:
Scaricare i costi: Arredi, commissioni OTA (Airbnb/Booking), utenze e manutenzioni diventano deducibili.
Scalare il business: Non avere più limiti sul numero di immobili gestiti.
Accedere a Bonus: Possibilità di usufruire di crediti d’imposta per la digitalizzazione o il turismo.
| Aspetto | Cedolare Secca (Privato) | Partita IVA (Impresa) |
| Limite Immobili | Max 2 unità | Illimitato |
| Detrazione Spese | No | Sì (Regime ordinario) |
| Contributi INPS | Zero | Minimo ~4.500€/anno |
| Fatturazione | Ricevuta semplice | Elettronica obbligatoria |
Il confine tra ottimizzazione fiscale ed elusione è sottile. Muoversi tra contratti di comodato, redistribuzione familiare e cambi di destinazione d’uso richiede competenze tecniche che solo un consulente specializzato nel settore Horeca può offrire.
In un mercato dove i controlli tramite il BDSR (Banca Dati Strutture Ricettive) saranno istantanei, la trasparenza è il primo requisito per la redditività a lungo termine.
Per un aggiornamento costante e per consultare i testi normativi originali sulle soglie di imprenditorialità e le modalità di applicazione dell’imposta, si rimanda alla documentazione ufficiale presente sul portale dell’ Agenzia delle Entrate – Sezione Locazioni Brevi.
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