DAC7 e la fine del sommerso sulle piattaforme: Cosa cambia per Host e albergatori

Direzione Hotel Di Direzione Hotel 4 min di lettura
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    Il mercato dell’ospitalità e delle locazioni turistiche ha vissuto una trasformazione radicale. Se un tempo la gestione degli affitti brevi su portali come Airbnb, Booking.com, Expedia o VRBO lasciava ampi margini di incertezza fiscale, oggi l’era del “sommerso digitalizzato” è definitivamente conclusa.

    L’elemento chiave di questa svolta si chiama Direttiva DAC7 (Direttiva UE 2021/514). Questa normativa ha trasformato le piattaforme di prenotazione online in veri e propri “sostituti di informazione” del Fisco, cancellando ogni possibilità di omessa dichiarazione dei redditi da locazione.

    In questo articolo analizziamo come funziona la DAC7, i controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate, gli adempimenti obbligatori per gli host e l’impatto sul settore alberghiero.

    Come funziona la Direttiva DAC7 e quali dati vengono trasmessi

    La normativa impone a tutte le piattaforme digitali che facilitano la locazione di immobili o esperienze di condividere su base annuale un pacchetto completo di dati con le autorità fiscali del Paese membro di riferimento.

    ┌────────────────────────────────┐
    │   Piattaforma Digital (OTA)   │
    │  (Airbnb, Booking, VRBO, ecc.) │
    └───────────────┬────────────────┘
                    │ Invio annuale dati (DAC7)
                    ▼
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    │     Agenzia delle Entrate      │
    └───────────────┬────────────────┘
                    │ Incrocio automatizzato
                    ▼
    ┌────────────────────────────────┐
    │  BDSR (CIN) / Alloggiati Web   │
    │   e Dichiarazione dei Redditi  │
    └────────────────────────────────┘
    

    I dati che le OTA inviano al Fisco italiano includono:

    1. Dati anagrafici e fiscali: Nome, cognome, indirizzo, Codice Fiscale / NIF e Partita IVA.

    2. Coordinate bancarie: IBAN e intestatario del conto su cui vengono accreditati i compensi.

    3. Dati dell’immobile: Indirizzo preciso, identificativi catastali e numero di giorni di locazione effettiva.

    4. Volume degli incassi: Corrispettivi totali e commissioni trattenute dalla piattaforma su base trimestrale.

    Attenzione per gli Host: Non fornire i dati richiesti dalla piattaforma comporta il blocco immediato dei pagamenti o la sospensione dell’annuncio.

    Il “Super-Incrocio” delle Banche Dati: Fisco, CIN e Alloggiati Web

    La vera svolta della DAC7 sta nell’integrazione tecnologica. I dati inviati dalle piattaforme non restano archiviati in un database isolato, ma alimentano i sistemi di analisi del rischio dell’Agenzia delle Entrate.

    Oggi il Fisco incrocia automaticamente tre flussi fondamentali:

    • Flusso DAC7 (OTA): Incassi reali percepiti e notti vendute.

    • BDSR (Codice Identificativo Nazionale – CIN): Tracciabilità amministrativa e regolarità dell’immobile.

    • Portale Alloggiati Web (Polizia di Stato): Presenze effettive degli ospiti comunicate entro 24 ore.

    Fonte DatiInformazione RilevataRischio di Incongruenza
    Piattaforme (DAC7)Incassi totali e notti prenotateDifferenza tra incassi reali e importi dichiarati nel Modello 730/Redditi.
    Alloggiati WebPresenze effettive degli ospitiGiorni occupati segnalati dalla Polizia ma non fatturati o assenti su DAC7.
    BDSR / CINCodice Identificativo Univoco dell’alloggioPubblicazione di annunci senza CIN o superamento delle soglie imprenditoriali.

    Impatto su Host e albergatori: Le due facce della medaglia

    Per gli host e i gestori professionali, la DAC7 richiede la standardizzazione di tutti i processi operativi. Non c’è più spazio per approssimazioni:

    • Controllo della Cedolare Secca: Corretta applicazione delle aliquote (21% sul primo immobile, 26% sui successivi) e monitoraggio delle soglie di impresa (presunzione di attività imprenditoriale con oltre 2 immobili destinati a locazione breve).

    • Allineamento dei dati: Corrispondenza perfetta tra i dati catastali inseriti su Airbnb/Booking e quelli presenti nei registri dell’Agenzia delle Entrate.

    Per gli Albergatori: Concorrenza Leale e Trasparenza di Mercato

    Per il settore ricettivo tradizionale (hotel, B&B imprenditoriali e residence), la DAC7 rappresenta una misura attesa da anni. Innanzitutto, garantisce una vera parità di condizioni (Level Playing Field), riconducendo l’intero mercato extralberghiero nell’alveo della trasparenza fiscale e contributiva.

    Inoltre, contribuisce in modo decisivo alla regolamentazione dell’offerta, scoraggiando l’abusivismo ricettivo e facendo emergere unicamente gli operatori qualificati e trasparenti.

    Infine, favorisce la trasparenza dei prezzi, riducendo le distorsioni di mercato determinate dall’evasione delle imposte sui redditi e dei tributi locali, come la tassa di soggiorno.

    Checklist di conformità per la gestione degli Affitti Brevi

    1. Aggiornare il profilo sulle OTA: Inserire Codice Fiscale, NIF, Partita IVA (se applicabile) e dati catastali dell’immobile nei pannelli di Airbnb, Booking e delle altre piattaforme utilizzate.

    2. Ottenere ed esporre il CIN: Richiedere il Codice Identificativo Nazionale tramite la BDSR ed esporlo su tutti gli annunci online e all’esterno della struttura.

    3. Monitorare i limiti operativi: Controllare il numero di immobili gestiti in locazione breve per valutare l’eventuale obbligo di apertura della Partita IVA.

    4. Mantenere la coerenza dati: Verificare che ogni soggiorno registrato su Alloggiati Web trovi corrispondenza nella fattura/ricevuta e nei report inviati tramite DAC7.

    Per le locazioni immobiliari non esistono soglie minime di incasso o di notti vendute: le piattaforme sono tenute a comunicare i dati fin dalla prima transazione.

    Se gli incassi comunicati dalla piattaforma non coincidono con la dichiarazione dei redditi l ‘Agenzia delle Entrate invia una lettera di compliance chiedendo chiarimenti. In caso di omissioni o discrepanze non giustificate, si incorre nel recupero delle imposte non versate con sanzioni e interessi.

    Se la piattaforma o l’intermediario/property manager incassa i pagamenti per conto dell’host, è tenuto ad applicare e versare la ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o d’acconto, rilasciando la Certificazione Unica (CU) all’host.

    Per consultare il testo completo del provvedimento normativo, puoi leggere il Decreto Legislativo n. 32/2023 sul sito della Gazzetta Ufficiale

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