Aprire o ristrutturare un bed and breakfast nel 2026 con i finanziamenti a fondo perduto è un’opportunità concreta, ma richiede chiarezza: non tutti i bandi sono uguali e i requisiti variano in base a età, regione e forma giuridica. La mappa aggiornata dei principali contributi pubblici per B&B e strutture ricettive guida verso la scelta migliore.
B&B familiare o impresa: Il primo bivio
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Prima di richiedere qualsiasi incentivo, è fondamentale distinguere la forma gestionale. Il B&B Familiare (non imprenditoriale) viene gestito nella propria residenza senza Partita IVA e con un limite di camere stabilito dalle leggi regionali, ma questa modalità non consente l’accesso ai contributi pubblici. Al contrario, il B&B Imprenditoriale (o Affittacamere) richiede l’apertura della Partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese e la presentazione della SCIA comunale, risultando la forma necessaria per beneficiare dei bandi.
📌Nota Obbligatoria (CIN): Tutte le strutture ricettive devono possedere ed esporre il Codice Identificativo Nazionale (CIN) per evitare sanzioni comprese tra 800€ e 8.000€ ed evitare l’esclusione in fase di erogazione dei fondi.
I migliori bandi per B&B nel 2026
La scelta del finanziamento ideale dipende principalmente dall’età del proponente e dall’ubicazione dell’immobile.
| Bando / Misura | Beneficiari | Tipo di agevolazione | Requisiti / Note |
| Resto al Sud 2.0 | Under 35 (disoccupati/inattivi) nel Mezzogiorno | Fondo perduto fino al 75% (o voucher 40.000€) | Valido in 8 regioni del Sud. Sportello aperto su Invitalia. |
| ON Nuove imprese | Under 35 o Donne (qualsiasi età) in tutta Italia | Tasso zero 80%-90% | Finanziamento agevolato (fondo perduto esaurito). Consente acquisto immobile. |
| Autoimpiego Centro-Nord | Under 35 (disoccupati/inattivi) al Centro-Nord | Fondo perduto 60%-65% (o voucher 30.000€) | Stessa struttura di Resto al Sud 2.0 per il resto d’Italia. |
| Nuova Sabatini | PMI e strutture già iscritte al Registro Imprese | Contributo conto interessi (pari a ~7.7%) | Per acquisto arredi nuovi, macchinari e digitalizzazione. |
Resto al Sud 2.0: L’incentivo più generoso
Per chi ha meno di 35 anni e apre una struttura al Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), Resto al Sud 2.0 offre la copertura più alta attraverso due modalità principali. La prima è il Voucher di Avvio, che concede fino a 40.000€ a fondo perduto (elevabili a 50.000€ per soluzioni innovative o digitali) per allestire strutture già agibili.
La seconda è il Contributo su Progetti a Ampio Raggio, ideale in caso di interventi edili o rifacimento impianti, con una copertura a fondo perduto del 75% sui primi 120.000€ di spesa e del 70% sulla quota successiva fino a 200.000€.
Tra le spese ammissibili rientrano le opere murarie e di ristrutturazione (entro il 50% del programma), gli arredi nuovi, i macchinari, i gestionali e la creazione del sito web. Restano invece tassativamente esclusi l’acquisto dell’immobile, i canoni di locazione, le utenze, le materie prime e le spese di consulenza per la presentazione della domanda.
Altre soluzioni: Centro-Nord, Over 35 e imprese avviate
Chi intende avviare un’attività al di fuori delle regioni meridionali può fare riferimento ad Autoimpiego Centro-Nord. Questa misura mantiene la stessa struttura procedurale di Resto al Sud 2.0 ma applica aliquote di fondo perduto pari al 65% per progetti fino a 120.000€ e al 60% per la fascia superiore fino a 200.000€.
Per le donne di qualsiasi età e gli under 35 presenti su tutto il territorio nazionale, la misura ON Nuove Imprese a tasso zero offre un finanziamento agevolato particolarmente interessante, risultando l’unica agevolazione nazionale che permette di coprire l’acquisto dell’immobile fino al 40% dell’investimento per le imprese attive da 36 a 60 mesi.
Infine, per chi possiede già un B&B o cerca altre opportunità, i Bandi Regionali per il Turismo pubblicano periodici avvisi a fondo perduto per il settore extralberghiero, richiedendo tuttavia un dossier di progetto già pronto a causa delle finestre temporali ridotte.
Prima di procedere con l’invio telematico, è essenziale dimostrare la piena disponibilità dell’immobile tramite proprietà o contratto di locazione registrato e verificare la corretta destinazione d’uso ricettiva presso il Comune. Poiché tutti i contributi funzionano a rimborso sulle spese sostenute, l’impresa deve disporre del capitale proprio necessario per coprire l’IVA e l’anticipo dei lavori. Va infine ricordato che Resto al Sud 2.0 vieta il cumulo con altri contributi pubblici o crediti d’imposta per gli stessi beni agevolati.
Va infine ricordato che Resto al Sud 2.0 vieta il cumulo con altri contributi pubblici o crediti d’imposta per gli stessi beni agevolati. Per consultare i dettagli normativi e presentare le domande, è possibile fare riferimento alla pagina ufficiale di Invitalia sulle misure per l’autoimpiego
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