Firenze: settore extralberghiero in protesta

Firenze: Settore Extra-Alberghiero in Protesta
Firenze: Settore Extra-Alberghiero in Protesta

Il settore extralberghiero a Firenze è in protesta a causa di un recente regolamento comunale che ha introdotto una serie di misure che diverse associazioni di categoria e operatori del settore percepiscono come fortemente penalizzanti e potenzialmente dannose per il futuro dell’ospitalità non alberghiera.

Settore extralberghiero in protesta a Firenze: restrizioni e sanzioni 

Le nuove disposizioni comunali prevedono l’introduzione di un sistema di autorizzazioni quinquennali, esteso anche alle attività non imprenditoriali. Questa misura viene vista da molti come un’ingiustificata burocratizzazione di un’attività che spesso rappresenta un’integrazione del reddito per privati cittadini. Ulteriori elementi di preoccupazione riguardano i requisiti dimensionali imposti per le stanze, giudicati più stringenti rispetto agli standard previsti per la semplice abitabilità. Tale inasprimento rischia di escludere dal mercato un numero significativo di immobili attualmente utilizzati per l’ospitalità turistica.

Particolarmente criticate sono anche le norme relative alla decadenza automatica dell’autorizzazione. Secondo il nuovo regolamento, anche la minima irregolarità o un semplice cambio di proprietà dell’immobile potrebbero comportare la perdita immediata del permesso, generando forte incertezza tra gli operatori.

A completare il quadro di contestazione vi sono le sanzioni amministrative previste, considerate da più parti come sproporzionate, potendo raggiungere cifre considerevoli fino a 10.000 euro per singola unità immobiliare.

La risposta del settore: un ricorso legale per tutelare i diritti

Le associazioni del settore non nascondono la loro preoccupazione riguardo al potenziale effetto domino che il regolamento fiorentino potrebbe innescare. Il timore è che, se queste misure dovessero consolidarsi senza una ferma opposizione, altre città e regioni italiane potrebbero seguire un modello simile, mettendo a rischio la libertà d’impresa e la vitalità di un comparto in crescita.

Di fronte a queste nuove normative, diverse realtà associative si stanno mobilitando per tutelare gli interessi dei propri associati e dell’intero settore. L’azione principale intrapresa è la preparazione di un ricorso legale robusto e ben strutturato, con un duplice obiettivo:

Le associazioni intendono contestare la legittimità delle misure introdotte, evidenziandone le criticità e le potenziali violazioni di principi normativi superiori. Parallelamente all’azione di annullamento, si valuta la possibilità di richiedere un risarcimento per i danni economici subiti e potenziali, con la segnalazione di eventuali responsabilità amministrative alla Corte dei Conti.

 

L’Unione fa la forza: un appello alla collaborazione

Per sostenere un’azione legale di tale portata e ambizione, le associazioni stanno facendo appello all’unità e alla collaborazione di tutti gli operatori del settore. In particolare, si rivolgono a diverse categorie di associati:

Coloro che operano nel territorio fiorentino sono invitati a partecipare attivamente al ricorso, contribuendo alla ripartizione delle spese legali necessarie. Anche chi non opera specificamente a Firenze è chiamato a contribuire in modo proporzionale, comprendendo la potenziale portata nazionale della battaglia legale.

Infine, si invitano tutti coloro che desiderano sostenere la causa comune a offrire un contributo volontario, dimostrando la forza e la coesione del settore.

La partita per il futuro delle locazioni turistiche brevi a Firenze è aperta. La risposta unitaria e determinata delle associazioni e degli operatori sarà cruciale per contrastare quelle che vengono percepite come scelte penalizzanti e per difendere un modello di ospitalità fondamentale per il tessuto economico e sociale del Paese.