la rivoluzione green del Parco Sirente Velino
Indice argomenti
C’è un’Italia che non insegue i flussi del turismo di massa, ma reinventa il modo di viaggiare. A meno di 100 chilometri da Roma, il Parco Naturale Regionale Sirente Velino si sta trasformando nel laboratorio green più avanzato del Paese. La ricetta? Un mix perfetto tra mobilità dolce, tutela dell’ambiente e valorizzazione dei piccoli borghi storici.
Con i suoi 54.000 ettari di natura protetta, il parco abruzzese ha scelto di fare rete, coinvolgendo 22 comuni e 23 operatori turistici certificati per dimostrare che l’economia della bellezza non solo è possibile, ma è anche sostenibile.
Un’aria da primato e turismo certificato
Il Parco Sirente Velino ha un primato europeo impresso nel proprio DNA: è stato il primo ente in Europa a ricevere il titolo di “Parco Europeo dei Borghi del Respiro”. Un riconoscimento che certifica una qualità dell’aria eccezionale, perfetto per chi cerca una fuga dalla cappa di smog delle grandi città.
Ma non è tutto. Grazie all’adesione alla CETS (Carta Europea del Turismo Sostenibile), coordinata da Federparchi, l’ente ha stretto un patto di ferro con le realtà locali. I dati ISPRA parlano chiaro: i parchi italiani ospitano ormai oltre un quarto dei posti letto nazionali. In questo scenario, il Sirente Velino si posiziona come capofila di un nuovo modello di accoglienza consapevole.
“Per troppo tempo si è pensato che le aree interne dovessero rincorrere i modelli delle grandi città turistiche. Noi crediamo il contrario,” spiega Ruben Santopietro, CEO di Visit Italy, la piattaforma partner scelta dal Parco per farsi conoscere nel mondo. “Territori come questo propongono un’altra idea di viaggio, legata alla qualità della vita delle comunità locali.”
Le tre anime del Parco: tra storia, natura e rinascita
Il territorio non è una riserva chiusa, ma un paesaggio vivo e abitato che si divide in tre grandi aree, ognuna con una forte identità:
L’Area Marsicana: Il paradiso degli archeologi e degli amanti della storia, dove svettano i resti romani di Alba Fucens e l’imponente Castello Piccolomini di Celano.
L’Altopiano delle Rocche: Il cuore selvaggio del Parco. Qui regnano il camoscio appenninico, le faggete d’alta quota e il suggestivo Lago del Sirente.
La Valle Subequana: Un esempio straordinario di resilienza. Dopo il sisma del 2009, i borghi di quest’area hanno trasformato la ricostruzione in un’opportunità per ripensare l’accoglienza turistica, offrendo meraviglie come le famose Grotte di Stiffe.
In ognuna di queste zone, la fauna iconica dell’Appennino – come l’orso bruno marsicano, il lupo, il cervo e l’aquila reale – convive pacificamente con la vita quotidiana dei residenti.
Più di 300 km di ciclovie e turismo per tutti
La vera svolta del Sirente Velino sta nelle infrastrutture, ripensate per non impattare sull’ambiente. Non sono state cementificate nuove piste ciclabili; al contrario, sono stati recuperati e valorizzati oltre 300 km di strade bianche e sentieri montani, a cui si aggiunge una rete per il trekking di 460 km.
Inoltre, il Parco si distingue per l’inclusività:
Itinerari accessibili: Presso Ovindoli sono presenti percorsi studiati appositamente per viaggiatori non vedenti.
I Grandi Cammini: Il territorio è attraversato da tre storici percorsi di fede e trekking: il Cammino di San Francesco, il Cammino di San Tommaso e il Grande Cammino di Celestino (90 km in quattro tappe, in gran parte accessibile a mobilità ridotta).
Medical Tourism: Spazio anche al benessere profondo con i percorsi balsamici, esperienze rigeneranti che sfruttano le proprietà terapeutiche dell’aria purissima delle faggete, un trend in fortissima crescita in tutta Europa.
Il futuro è nel turismo autentico
La sfida internazionale del Parco passa anche dalla comunicazione strategica e dalla partnership con Visit Italy. L’obiettivo è intercettare quel viaggiatore, italiano o straniero, che cerca l’autenticità.
“Il Parco Sirente Velino non ha bisogno di imitare nessuno,” conclude con orgoglio il Presidente dell’ente, Francesco D’Amore. “Custodisce una biodiversità e un patrimonio culturale che poche destinazioni al mondo possono vantare. La partnership con Visit Italy nasce per raccontare il territorio per quello che è, senza snaturarne l’identità e i ritmi, a chi è davvero pronto ad ascoltarlo.”
Andare lì non significa semplicemente fare una vacanza, ma rallentare, sintonizzarsi sui ritmi delle stagioni e riscoprire il valore del silenzio camminando tra le faggete d’alta quota. Sapere che tutto questo è accessibile a chiunque, grazie a percorsi inclusivi per non vedenti o a mobilità ridotta, rende questo modello non solo ecologico, ma profondamente umano. Il Sirente Velino non sta imitando nessuno, e menomale: è esattamente la boccata d’ossigeno di cui l’Italia del turismo ha bisogno.














