La piramide olfattiva: Come le fragranze disegnano l’esperienza del cliente

La piramide olfattiva: Come le fragranze disegnano l'esperienza del cliente - Direzione Hotel
La piramide olfattiva: Come le fragranze disegnano l'esperienza del cliente - Direzione Hotel

Nel mondo dell’accoglienza e del lifestyle, l’identità di un brand non passa solo attraverso ciò che vediamo, ma anche attraverso ciò che respiriamo. Esiste un linguaggio silenzioso, capace di bypassare la razionalità per colpire dritto alla memoria emotiva: è l’olfactive design.

Ma come si costruisce un messaggio olfattivo capace di emozionare e fidelizzare? La risposta risiede nella piramide olfattiva, uno strumento tecnico e poetico che Ilaria Legato, esperta di brand identity e autrice del volume “Io sono naso” (Dario Flaccovio Editore), analizza come una vera e propria strategia di comunicazione sensoriale.

La struttura della piramide olfattiva

 

La fragranza non è un’entità statica, ma un organismo che evolve nel tempo. La piramide olfattiva illustra questa metamorfosi attraverso tre livelli distinti, definiti dalla persistenza delle molecole:

  1. Note di testa: L’apertura, fresca e immediata.

  2. Note di cuore: L’anima del profumo, che emerge dopo qualche minuto.

  3. Note di fondo: La persistenza, che rimane impressa nella memoria.

Proprio come in un brano musicale, l’equilibrio tra suoni acuti, medi e gravi determina l’armonia dell’opera finale.


Le tre fasi del viaggio olfattivo

 

1. L’accoglienza: Le note di testa

Percepite nei primi 5-15 minuti, le note di testa sono il “biglietto da visita” della fragranza. Composte da essenze volatili come limone, bergamotto o neroli, hanno una missione specifica: rassicurare.

Agendo sulla parte conscia e razionale, queste note agrumate e fresche abbattono le difese, allentano lo stress e comunicano un senso di serenità immediata. È il momento in cui il cliente “abbassa la guardia” e si sente pronto a vivere l’esperienza.

2. Il carattere: Le note di cuore

Passata la prima impressione, tra i 20 e i 60 minuti dalla vaporizzazione, emergono le note di cuore. Qui risiede l’identità inconfondibile del profumo.

Ingredienti come la rosa, il gelsomino o la lavanda generano un senso di profondo benessere. Queste essenze, chimicamente simili ai messaggeri del piacere, parlano un linguaggio emotivo e avvolgente.

Sono il cuore pulsante del messaggio che il brand vuole trasmettere, rendendo l’atmosfera calda e memorabile.

3. Il ricordo: Le note di fondo

Infine, quando la razionalità è ormai inebriata, emergono le note di fondo. Sono le sostanze più dense e meno volatili, come l’ambra, il muschio, il sandalo o il cedro.

Queste note possono durare per giorni e agiscono a livello inconscio, evocando le emozioni più selvagge, sensuali e profonde.

Il loro compito è duplice: fissare la fragranza nel tempo e svelare l’essenza più intima e nascosta del viaggio sensoriale.


L’olfatto come strategia di brand

 

Capire la piramide olfattiva significa possedere una chiave d’accesso privilegiata alle emozioni dei clienti. Per chi opera nell’hospitality e nel food, progettare il profumo di un ambiente non è un semplice vezzo estetico, ma uno strumento strategico per costruire un’identità autentica.

“La piramide olfattiva non è solo una descrizione tecnica: è un vero e proprio viaggio sensoriale che invita a esplorare il mondo delle emozioni.” — Ilaria Legato


L’autrice Ilaria Legato è brand designer e consulente specializzata nei settori hospitality e lifestyle.

Docente presso lo IED e la Schola Academy di Firenze, è un’autorità nella progettazione olfattiva applicata all’accoglienza turistica e ristorativa.