Nuove regole UE Affitti Brevi 2026: Stop al fai da te! Cosa cambia per Host e piattaforme

Nuove regole UE Affitti Brevi 2026: cosa cambia per Host e piattaforme - Direzione Hotel
Nuove regole UE Affitti Brevi 2026: cosa cambia per Host e piattaforme - Direzione Hotel

Dal 20 maggio 2026, il Regolamento (UE) 2024/1028 impone nuovi obblighi di trasparenza per gli affitti brevi.

I locatori dovranno ottenere un numero di registrazione univoco (integrato con il CIN in Italia) e le piattaforme dovranno trasmettere mensilmente i dati delle prenotazioni alle autorità.


Cosa cambia dal 20 maggio 2026 per la gestione degli affitti brevi?

 

L’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/1028 segna il passaggio definitivo a un sistema di tracciabilità digitale integrata. Non si tratta più solo di una normativa nazionale, ma di un quadro europeo uniforme che mira a standardizzare la raccolta dati e a contrastare l’abusivismo nel settore extralberghiero.

Chi è coinvolto dalla nuova normativa?

 

L’ambito di applicazione è vasto e riguarda ogni servizio di locazione a breve termine (inferiore a un anno) effettuato tramite piattaforme online (OTA come Airbnb, Booking.com, ecc.), sia che l’attività sia svolta in forma professionale che non professionale.


Quali sono i nuovi obblighi per i locatori (Host)?

La conformità normativa diventerà un prerequisito tecnico per la visibilità online. Senza l’adempimento dei passaggi burocratici, le unità abitative verranno rimosse dai canali di vendita digitali.

  1. Registrazione e numero univoco: Prima di pubblicare qualsiasi annuncio, ogni host deve ottenere un numero di registrazione tramite una procedura digitale. In Italia, questo processo si sovrappone e si integra con il CIN (Codice Identificativo Nazionale).

  2. Trasparenza dei dati: Dovranno essere comunicati l’identità del locatore, l’indirizzo esatto, la tipologia di alloggio e i posti letto.

  3. Aggiornamento in tempo reale: Qualsiasi variazione dei dati dell’immobile deve essere comunicata entro 24 ore.

📌 la sfida principale per i gestori nel 2026 non sarà solo l’ottenimento del codice, ma la sincronizzazione dei dati tra i vari portali per evitare discrepanze che potrebbero innescare controlli automatizzati da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 Azioni immediate per i proprietari

 

  • Verifica il CIN: Assicurati che la tua struttura sia già censita nel database nazionale.

  • Audit dei dati: Controlla che le informazioni su tutte le OTA siano identiche a quelle registrate ufficialmente.

  • Consultazione tecnica: Valuta l’impatto della Legge di Bilancio 2026 sulla tua redditività (ADR e RevPAR).


Come cambierà il ruolo delle piattaforme online (OTA)?

 

Le piattaforme non saranno più semplici intermediari, ma diventeranno veri e propri “garanti” della legalità.

Obbligo PiattaformaDescrizione OperativaConseguenza per l’Inadempienza
Verifica AnnunciControllo sistematico della validità del numero di registrazione.Rimozione dell’annuncio entro 24h.
Trasmissione DatiInvio mensile al PIDU (Punto di Ingresso Digitale Unico) di check-in, check-out e incassi.Sanzioni fino al 4% del fatturato globale.
Trasparenza PrezziIndicazione chiara del corrispettivo pagato dall’ospite per fini fiscali.Segnalazione automatica alle autorità nazionali.

 


Quali sono i rischi legati al mancato adeguamento?

 

Il sistema si basa su una “tracciabilità digitale dei flussi”. Questo significa che l’incrocio dei dati tra il PIDU (Punto di Ingresso Digitale Unico) e l’Amministrazione Finanziaria renderà quasi impossibile l’omissione di dichiarazioni fiscali o amministrative.

  • Per i locatori: Le sanzioni saranno definite a livello nazionale secondo criteri di proporzionalità, ma l’oscuramento dell’annuncio rappresenta il danno economico immediato più rilevante (perdita totale di Occupancy Rate).

  • Per le piattaforme: Multe severissime fino al 4% del fatturato annuo globale, il che spingerà le OTA a essere estremamente rigide nella rimozione di host non in regola.

Il regolamento UE uniforma la raccolta dati, ma restano in vigore le normative urbanistiche, edilizie e i limiti ai giorni di locazione stabiliti da Regioni e Comuni.

Il CIN dovrebbe confluire nel sistema di registrazione UE, ma è fondamentale monitorare i chiarimenti operativi dei Ministeri competenti per garantire la piena compatibilità entro maggio 2026.

Il regolamento si applica a qualsiasi unità o porzione di essa offerta a fronte di un corrispettivo per periodi inferiori a un anno.

Il 20 maggio 2026 segnerà uno spartiacque: la fine dell’era della gestione “informale” degli affitti brevi. Per proteggere il tuo investimento e ottimizzare le performance della tua struttura, è necessario muoversi in anticipo.

Per verificare se la tua struttura è allineata è allineata ai requisiti richiesti dal Regolamento (UE) 2024/1028.puoi consultare la Banca Dati Nazionale

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