Vivere di Turismo 2025: Il Sud Italia e l’ospitalità extralberghiera in cima alle tendenze

Vivere di Turismo 2025: Il Sud Italia e l'ospitalità extralberghiera in cima alle tendenze del Nomade Digitale - Direzione Hotel
Vivere di Turismo 2025: Il Sud Italia e l'ospitalità extralberghiera in cima alle tendenze del Nomade Digitale - Direzione Hotel

Il settore extralberghiero traccia la rotta futura a Rimini, puntando su collaborazione accademica, impatto territoriale e la sfida del nomadismo digitale.

Rimini ha ospitato la conclusione trionfale della terza edizione del Vivere di Turismo Festival, l’evento nazionale di riferimento per il settore extralberghiero. La manifestazione si è rivelata, secondo gli organizzatori, un successo straordinario, catalizzando l’attenzione di oltre 2000 operatori, definiti “cittadini ospitali”, provenienti da ogni angolo d’Italia.

Essi si sono riuniti per condividere esperienze e ribadire il valore intrinseco dell’ospitalità esercitata sui territori, trasformando il turismo in un vero e proprio bene comune.

L’impegno per il futuro: partnership con l’Università di Firenze

A margine della chiusura, Danilo Beltrante, fondatore del Festival e direttore della Vivere di Turismo Business School, ha lanciato un ambizioso impegno per il futuro del Paese.

Egli ha formalizzato il rilancio della collaborazione con l’Università di Firenze, definendola un passo cruciale in questa missione. Questa partnership accademica si concretizzerà in una ricerca innovativa guidata dalla professoressa Lucia Varra, che coinvolgerà attivamente tutti i partecipanti del Festival.

L’obiettivo primario di questo studio non è affatto convenzionale: per la prima volta, la ricerca si concentrerà sui numeri reali del comparto.

Di conseguenza, si otterranno dati concreti sull’impatto economico, sociale e culturale che l’ospitalità extralberghiera genera sul territorio italiano. I risultati offriranno l’occasione di comprendere come il settore non si limiti unicamente al pernottamento registrato, ma produca ricchezza coinvolgendo direttamente le comunità locali.

 

Misurare il valore: sostenibilità al centro

La professoressa Lucia Varra ha chiarito il modello su cui si basa questa indagine, sottolineando la centralità della sostenibilità. “Obiettivo della ricerca è fotografare il contributo che il settore può dare al territorio,” ha spiegato la docente. Ella ha poi illustrato come il modello si articoli intorno alla sostenibilità economica, sociale e ambientale delle destinazioni.

Gli indicatori definiti faranno emergere la sensibilità degli operatori verso tematiche cruciali. In primo luogo, si valuterà l’attenzione all’ambiente, la gestione dei rifiuti e le soluzioni per evitare lo spreco di risorse. In secondo luogo, la ricerca analizzerà l’accoglienza, la promozione del territorio e la valorizzazione dei prodotti tipici e locali.

A tal fine, si considereranno anche i materiali utilizzati durante le ristrutturazioni, evidenziando un approccio olistico all’ospitalità responsabile.

 

Nomadi Digitali: le sfide normative e la rotta verso il Sud

Tra gli interventi di maggiore risonanza, l’Associazione italiana nomadi digitali ha presentato ufficialmente il suo 4° Rapporto sul nomadismo digitale in Italia, realizzato in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Questo studio ha messo in luce le persistenti criticità nelle normative italiane, nonostante l’introduzione della legge che regola l’ingresso dei nomadi digitali. Come ha sottolineato Alberto Mattei, presidente dell’ente, “Le criticità sono ancora molte,” spingendo il comitato scientifico del rapporto a formulare proposte concrete.

Le proposte mirano a rendere l’Italia più accogliente per questa categoria di lavoratori e includono:

  • La semplificazione e diversificazione del visto italiano e lo sviluppo di una piattaforma nazionale di gestione.

  • L’introduzione di nuovi contratti per il lavoro da remoto che integrino l’attuale disciplina dello smart working.

  • L’istituzione del “cittadino temporaneo di comunità” per offrire facilitazioni, in particolare alle famiglie.

  • Formule contrattuali più flessibili per la locazione temporanea e incentivi per i giovani che si trasferiscono nelle aree interne e rurali.

Non esistendo dunque, dati ufficiali, dal rapporto, nella sezione curata da Ca’ Foscari, emerge quanto i media incidano sulla percezione del fenomeno, ovvero che la tendenza sia quella che i nomadi digitali prediligano il Sud Italia e le Isole, come per esempio Palermo, Brindisi, Napoli e Bari o piccoli borghi come Ollolai in Sardegna e Sambuca di Sicilia).

La scelta ricade sul fatto che queste aree siano meno urbanizzate rispetto al Nord e al Centro.

Tuttavia, mentre i media nazionali evidenziano come tali destinazioni risultino attrattive e pronte ad accogliere una nuova generazione di lavoratori e professionisti, la domanda che si dovrebbe porre è se siano davvero sicure di esserlo o se si stia unicamente promuovendo il territorio senza creare le condizioni reali affinché tale nuova tendenza possa essere effettivamente sfruttata.

 

La sfida dell’ospitalità come esplorazione personale

L’ultima giornata del Festival ha ospitato l’intervento dell’esploratore Alex Bellini, noto per le sue imprese oceaniche a remi e le traversate estreme. Bellini ha utilizzato le sue avventure come metafora per esplorare i confini interiori.

Il suo discorso ha efficacemente ricordato alla platea che anche il mondo dell’ospitalità costituisce una sfida costante, un’esplorazione continua della propria missione e visione.

In conclusione, l’edizione 2023 del Vivere di Turismo Festival ha segnato un punto di svolta. Essa ha stabilito un’agenda chiara, che vede la ricerca scientifica e l’impegno per la sostenibilità come pilastri fondamentali per la crescita futura del settore.

L’appuntamento è fissato per il 2026: la quarta edizione si terrà il 17 e 18 novembre.